Circuito di Termas de Río Hondo

IL PROGETTO

La pista è stata aperta nel 2008 e nel 2011. Dromo ha firmato un contratto per ridisegnare e supervisionare la costruzione del circuito Termas de Río Hondo (Argentina) per ospitare MotoGP. La caratteristica principale del circuito argentino è la curva 13, progettata da Jarno Zaffelli, ispirata a una strada della sua città natale Reggio Emilia; è stata teatro di emozionanti gare e ha ispirato altri circuiti e progettisti. Questo circuito è stato uno dei primi progetti di Dromo.

È un circuito molto veloce, con una disposizione che sembra facile e banale. Ma non lo è. Tutti i piloti se ne sono accorti. E vorranno sempre fare un giro in più. È progettato per essere un buon circuito, non per auto o moto, ma tenendo conto di entrambi i mondi. La rettilinea di partenza termina in una curva molto lunga a destra, a circa 100/110 km/h. Sembra interminabile, ma quando finisce è già troppo tardi. Abbiamo dovuto accelerare per 2. Questa è particolare, ha una pendenza variabile e deve essere sacrificata per entrare in 3, negativa, prima della lunga rettilinea. Se si sbaglia il 2, si allarga la 3 e si perde la massima velocità. Dopo circa 1 km abbiamo il frenata più difficile, per la seconda curva più lenta del circuito, la curva 5. Questo porta immediatamente in una curva a discesa di quinta categoria, progettata specificamente per lasciare gomma sull’asfalto. A circa 270km/h arriviamo alla curva 7, che in realtà ha un punto di appoggio falso. Con il 8, forma una doppia curva, con diverse possibilità di traiettoria. Poiché la successiva, la curva 9, è l’angolo più importante del circuito: conduce a una sequenza di tre curve, dove la prima è in salita e cieca, la seconda è negativa e la terza è di quinta categoria con il gas a fondo. Se si sbaglia la prima, ci si ferma nella terza in un angolo interminabile. Se invece si riesce a gestirla, si può raggiungere 12, e questo è il problema. Poiché l’ultima curva, 14, è una traiettoria obbligata, bisogna scegliere come impostare la 13. Questa ha una forma insolita, simile a un arco catenario, e lascia la libertà di interpretare

DESIGNER:

Jarno Zaffelli

LAVORO:

Progettazione del circuito, ingegneria e rifacimento della pavimentazione

COUNTRY :

Argentina

ANNO:

2015

Tracciato utilizzato

Il design diventa leggibile grazie alla traiettoria di gara, all’ampiezza dell’evento e all’impegno dei piloti.

Vista aerea dell'Autódromo Termas de Río Hondo durante un evento motociclistico importante
La mappa completa dell’evento mostra la relazione tra la pista veloce, il paddock, gli spettatori e il paesaggio circostante.
Un pilota MotoGP utilizza il cordolo e la geometria di fuga a Termas de Río Hondo in 2014
Una fotografia della traiettoria di gara documenta come la geometria dell’angolo, il cordolo e la via di fuga vengono interpretate ad alta velocità. I diritti d’immagine devono essere confermati prima del rilascio pubblico.